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Cari lettori, in un recente serata sulla nostra terrazza, mi sono trovato immerso in una conversazione con una persona che non aveva mai osato avventurarsi nel mondo degli investimenti. Le sue parole, intrise di timore verso i mercati finanziari, mi hanno colpito profondamente. Con un misto di empatia e urgenza, mi sono sentito in dovere di condividere una verità spesso trascurata: “Se lei avesse modo di quantificare l’entità del mancato guadagno a causa di una scarsa esposizione ai mercati finanziari, considerando l’arco temporale degli ultimi due decenni, temo che la rivelazione sarebbe talmente significativa da mettere alla prova la solidità del più sicuro dei prudenti”.
Fortunatamente ho avuto il privilegio – e la sfida – di iniziare il mio percorso finanziario nel turbolento 2007. Quell’anno, che per molti rappresenta l’inizio della crisi, per me è stato una palestra inestimabile, insegnandomi a navigare le acque agitate dei mercati e a cogliere le opportunità nascoste nelle avversità.
Da allora, ho sviluppato quella che potrebbe sembrare un’ansia atipica: il timore di non essere investito.
Questo sentimento, lungi dall’essere irrazionale, nasce da una profonda consapevolezza delle dinamiche di mercato e dei costi nascosti dell’inazione. Ogni volta che mi trovo di fronte a un conto d’investimento con un’eccessiva liquidità o scarsa esposizione azionaria, provo un brivido di preoccupazione. Ma questa sensazione, così familiare per me, è spesso assente tra la maggior parte dei risparmiatori italiani. La ragione di questa discrepanza risiede in una lacuna di consapevolezza finanziaria che affligge il nostro paese. Questa mancanza non solo ci priva della capacità di comprendere i rischi associati al non investire, ma ci mantiene ancorati a una zona di comfort illusoria, compromettendo il nostro futuro economico.
Investire, richiede l’audacia di abbandonare il proprio porto sicuro di illusoria tranquillità. Ci espone alle fluttuazioni dei mercati, esigendo da noi l’accettazione del rischio come elemento imprescindibile nel processo di crescita patrimoniale. Curiosamente, persino gli imprenditori, avvezzi al principio “No pain no gain” nella loro sfera professionale, tendono a regredire verso una mentalità conservatrice quando si tratta di investimenti finanziari. In questi frangenti, si trovano a inseguire il miraggio di un rendimento sicuro e privo di rischi, un’aspirazione che riecheggia più la prudenza di un funzionario statale che lo spirito intraprendente che li contraddistingue nel mondo degli affari.
E voi avete questa paura?
Approfondimento tecnico
L’inflazione, ad esempio, è un concetto familiare a molti, ma pochi ne comprendono appieno gli effetti corrosivi nel lungo termine. Dal 2002 al 2023, l’area euro ha registrato un’inflazione media annua del 2%. Questo dato, apparentemente innocuo, nasconde una realtà allarmante: il potere d’acquisto di un milione di euro nel 2002 equivale oggi a circa 624.408 euro, una perdita del 38%. Ancora più drammatico è lo scenario recente: dal 2020 ad oggi, il potere d’acquisto di un milione di euro si è ridotto a 823.735 euro, una contrazione del 18% in soli tre anni.

Questi numeri dovrebbero generare una preoccupazione diffusa, una “paura sana” che ci spinga a informarci e a prendere decisioni finanziarie più oculate. Tuttavia, paradossalmente, molti consulenti finanziari continuano a raccomandare strategie a basso rischio che spesso non riescono nemmeno a tenere il passo con l’inflazione. È fondamentale che ogni investitore si chieda: “Voglio semplicemente pareggiare l’inflazione o desidero vedere il mio capitale crescere nel tempo?”
Naturalmente, questo non significa lanciarsi in investimenti ad alto rischio senza una strategia. L’investimento in azioni, ad esempio, comporta la possibilità di fluttuazioni significative, con potenziali ribassi che possono raggiungere il 50% o più in condizioni normali di mercato. La chiave sta nel trovare un equilibrio tra rischio e rendimento che si adatti al proprio profilo e ai propri obiettivi finanziari. Alcuni potrebbero argomentare che alla fine il non investire sia la scelta più prudente, accettando passivamente l’erosione inflazionistica come “male minore” rispetto ai rischi dei mercati. Tuttavia, questa visione miope ignora i potenziali guadagni a lungo termine e il vero costo dell’opportunità mancata.
Per illustrare concretamente l’impatto di questa scelta, consideriamo uno scenario ipotetico: se avessimo investito l’equivalente di X mila euro in diversi momenti chiave della nostra vita – alla nascita, al raggiungimento della maggiore età, alla nascita di un figlio – quanto avremmo potuto accumulare oggi? Utilizziamo come riferimento l’indice MSCI World dal 1978 al 2024, e integriamo i dati con una ricostruzione validata del mercato americano fino al 1871(*) emerge un quadro sorprendente del potenziale di crescita a lungo termine.
(*) (fonte “The John C. Bogle Center for Financial Literacy”).
Fattore moltiplicativo del mio capitale se avessi comprato X nel
| Anno | Moltiplicatore | Anno | Moltiplicatore | Anno | Moltiplicatore | Anno | Moltiplicatore |
| 2024 | 1,00 | 1985 | 21 | 1946 | 2.010 | 1907 | 32.466 |
| 2023 | 1,08 | 1984 | 24 | 1945 | 1.848 | 1906 | 24.605 |
| 2022 | 1,29 | 1983 | 29 | 1944 | 2.518 | 1905 | 24.767 |
| 2021 | 1,12 | 1982 | 40 | 1943 | 3.009 | 1904 | 30.032 |
| 2020 | 1,48 | 1981 | 50 | 1942 | 3.779 | 1903 | 39.657 |
| 2019 | 1,57 | 1980 | 57 | 1941 | 4.539 | 1902 | 32.868 |
| 2018 | 2,05 | 1979 | 79 | 1940 | 4.011 | 1901 | 35.578 |
| 2017 | 1,96 | 1978 | 85 | 1939 | 3.618 | 1900 | 42.486 |
| 2016 | 2,10 | 1977 | 90 | 1938 | 3.603 | 1899 | 51.367 |
| 2015 | 2,34 | 1976 | 83 | 1937 | 4.709 | 1898 | 53.236 |
| 2014 | 2,58 | 1975 | 103 | 1936 | 3.072 | 1897 | 68.829 |
| 2013 | 3,08 | 1974 | 141 | 1935 | 4.051 | 1896 | 82.818 |
| 2012 | 3,73 | 1973 | 104 | 1934 | 5.920 | 1895 | 85.450 |
| 2011 | 4,24 | 1972 | 88 | 1933 | 5.947 | 1894 | 89.652 |
| 2010 | 4,13 | 1971 | 105 | 1932 | 8.892 | 1893 | 92.802 |
| 2009 | 4,98 | 1970 | 120 | 1931 | 8.061 | 1892 | 75.328 |
| 2008 | 6,26 | 1969 | 125 | 1930 | 4.540 | 1891 | 79.932 |
| 2007 | 3,92 | 1968 | 114 | 1929 | 3.308 | 1890 | 94.988 |
| 2006 | 3,83 | 1967 | 127 | 1928 | 3.026 | 1889 | 89.103 |
| 2005 | 4,12 | 1966 | 157 | 1927 | 4.187 | 1888 | 95.359 |
| 2004 | 5,20 | 1965 | 141 | 1926 | 5.561 | 1887 | 98.457 |
| 2003 | 5,53 | 1964 | 159 | 1925 | 6.202 | 1886 | 97.799 |
| 2002 | 6,12 | 1963 | 184 | 1924 | 7.803 | 1885 | 109.433 |
| 2001 | 4,12 | 1962 | 226 | 1923 | 9.916 | 1884 | 142.092 |
| 2000 | 3,62 | 1961 | 207 | 1922 | 10.452 | 1883 | 124.456 |
| 1999 | 3,39 | 1960 | 262 | 1921 | 13.492 | 1882 | 117.583 |
| 1998 | 4,96 | 1959 | 263 | 1920 | 14.846 | 1881 | 121.783 |
| 1997 | 5,83 | 1958 | 295 | 1919 | 12.766 | 1880 | 122.107 |
| 1996 | 7,54 | 1957 | 422 | 1918 | 15.266 | 1879 | 154.632 |
| 1995 | 8,78 | 1956 | 376 | 1917 | 18.016 | 1878 | 230.948 |
| 1994 | 10,08 | 1955 | 400 | 1916 | 14.670 | 1877 | 268.378 |
| 1993 | 9,86 | 1954 | 526 | 1915 | 15.872 | 1876 | 264.686 |
| 1992 | 13,24 | 1953 | 801 | 1914 | 20.819 | 1875 | 227.089 |
| 1991 | 13,19 | 1952 | 793 | 1913 | 19.672 | 1874 | 239.152 |
| 1990 | 16,43 | 1951 | 936 | 1912 | 18.733 | 1873 | 250.323 |
| 1989 | 11,62 | 1950 | 1.160 | 1911 | 20.069 | 1872 | 244.049 |
| 1988 | 13,75 | 1949 | 1.525 | 1910 | 20.768 | 1871 | 271.358 |
| 1987 | 18,11 | 1948 | 1.808 | 1909 | 20.058 | ||
| 1986 | 17,36 | 1947 | 1.904 | 1908 | 23.296 |
Cosa ci fa capire questa tabella? Che la cosa più importante è rimanere esposti ai mercati il più a lungo possibile. La vera prudenza finanziaria non risiede nell’evitare il rischio, bensì nel comprenderlo, gestirlo e sfruttarlo a proprio vantaggio. L’educazione finanziaria e la profonda consapevolezza dei meccanismi di mercato rappresentano gli strumenti più efficaci per costruire un solido futuro economico. In qualità di professionisti del settore, è nostro dovere guidare gli investitori verso una comprensione più approfondita di questi concetti, aiutandoli a superare timori irrazionali e a cogliere le opportunità offerte dai mercati finanziari nel lungo termine. Quando vi troverete di fronte alla decisione di investire, ricordate: il vero rischio potrebbe non essere quello evidente, ma quello che sfugge alla vostra considerazione. La nostra missione come Family Office, si concretizza nell’impegno costante di sostenervi e guidarvi attraverso le complessità del panorama finanziario. È questa dedizione che definisce la nostra essenza e il vero valore aggiunto che portiamo alla vostra crescita patrimoniale.